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Fiori d’ottobre

Le fioriture di ottobre offrono ancora molto colore per godersi tutte le ore possibili in giardino prima che arrivi l’inverno.

Con ottobre ci lasciamo definitivamente alle spalle l’estate, ma senza rimpianti, grazie a un tripudio di foglie, bacche e frutti colorati nei toni del giallo, dell’arancione e del rosso, che vanno quasi a sfidare le ore di buio che a poco a poco prendono il sopravvento su quelle di luce. Ecco allora una carrellata di golosità botaniche da inserire in giardino o in terrazzo, per godere ogni autunno di uno spettacolo color fuoco.

Chi ha detto che i fiori più belli sbocciano soltanto in primavera? Tra gli esemplari vegetali che colorano il nostro giardino autunnale, l’Anemone japonica è forse quella che vanta l’etimologia e le storie più affascinanti.
L’anemone, che conta diverse specie e che fiorisce sia a maggio che a ottobre, è infatti il fiore del vento (in greco anemos).
Un appellativo legato innanzitutto alla breve durata e alla fragilità dei suoi fiori, ma che affonda anche le radici nella mitologia e nelle Sacre Scritture.
Il mito greco, ad esempio, ricorda Anemone come la bella ninfa al servizio della dea Flora, colpevole di aver fatto innamorare di sé due venti antagonisti: il freddo Borea e il leggiadro Zefiro. Presi dalla smania di possederla, i due iniziarono a lottare fra di loro, scatenando bufere e tempeste. Flora allora, per placare la loro ira, formulò un incantesimo con cui incatenava la fanciulla ad entrambi gli spasimanti: la corte di Zefiro l’avrebbe fatta schiudere, mentre le violente carezze di Borea avrebbero disperso nell’aria ancora fredda le fragili corolle.

Tra le fioriture di ottobre, le ortensie sono speciali: le infiorescenze giunte a maturità si tingono di rosso, di viola e di vinaccia mentre in parte virano nuovamente verso il verde. Anche le foglie prima di cadere diventano più chiare, si tingono o si macchiano di giallo, di bruno e di rosso. In mancanza di piogge è bene continuare a sostenerle con irrigazioni regolari evitando di somministrare fertilizzanti. Si può spargere al piede delle piante nuovo terriccio acido inglobandolo con lo strato superficiale.

Le dalie sono tra le fioriture di ottobre quelle che negli ultimi cinque anni hanno conquistato più spazio, sia alle mostre sia negli acquisti degli italiani. A contrastarne la diffusione è certamente la pratica di dover estrarre dal terreno le “zampe” all’arrivo del freddo ma in zone dove l’inverno non è molto rigido, una buona pacciamatura (per esempio formata di 15-20 cm di cippato) è sufficiente a permettere alla pianta di svernare all’esterno senza problemi. Le dalie hanno iniziato a fiorire in estate ma se ben tenute, irrigate con regolarità e ripulite delle corolle secche, continuano ad aprire nuove corolle, anche se a volte meno grandi. È importante assicurare sempre un ricco apporto di sostanza organica e nutrienti.

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