Lo stress è stato definito come “il male del ventunesimo secolo” e sembra stia diventando una vera e propria epidemia poiché sempre più persone ne soffrono, sia a causa di lavori pieni di responsabilità sia per vite troppo frenetiche.

Che cosa è lo stress? Perché se ne parla così assiduamente? Quando si è iniziato a considerarlo come una vera e propria malattia? In questo articolo approfondiamo la storia dello stress per capire perché è stato riconosciuto come patologia, quali sono le cause e da cosa dipende.

Dal punto di vista medico lo stress è una sindrome generale di adattamento (SGA) che porta a ristabilire l’omeostasi, ovvero un nuovo equilibrio interno, in seguito a fattori di stress definiti come “stressors”. Queste alterazioni dell’omeostasi possono avvenire su livelli differenti: endocrino, umorale, organico e biologico.

In altre parole, lo stress è una reazione psicofisica naturale che il nostro corpo assume in situazioni anomale rispetto alla propria quotidianità: solitamente un soggetto è stressato quando è maggiormente esposto a impegni, pensieri e “pressioni” a cui non era abituato. Ognuno di noi ha una reazione differente davanti a situazioni di stress ma i sintomi più comuni per tutti sono: insonnia, agitazione, a volte anche depressione, dolori allo stomaco, mal di testa, ecc.

La storia dello stress inizia nel 1935 con Walter Bradford Cannon che introduce per la prima volta nell’ambito della biologia il termine “stress”; solo successivamente Hans Selye lo definì come una sindrome vera e propria.
Il fisiologo statunitense Cannon partì sviluppando il concetto del “fight o flight”, in italiano “combatti o fuggi”, espressione con cui si riferiva alle reazioni fisiologiche che il nostro corpo assume istintivamente. Cannon partì dalle reazioni fisiologiche per delineare la storia dello stress proprio perché queste, insieme alle emozioni, sono vitali per il nostro corpo poiché permettono di attivare dei meccanismi che consentono di affrontare situazioni anomale, come la minaccia del leone.
A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa c’entrano le reazioni fisiologiche con lo stress? Queste sono importanti per l’organismo perché ci permettono di avere delle “risposte”: quando però siamo sottoposti continuamente a situazioni anomale, il nostro corpo è costretto a reagire di continuo, causando lo stress per corpo e mente.
Il percorso sulla storia dello stress continua con gli esperimenti di Hans Seyle che, nel 1936, sviluppò il concetto di Cannon riguardo le reazioni fisiologiche. Seyle utilizzò degli esperimenti partendo dall’osservazione delle risposte fisiologiche dei ratti ad alcuni stimoli poco piacevoli come freddo, farmaci o eccessivo esercizio fisico. Indipendentemente dal tipo di “pressione” esterna, gli animali manifestarono una serie di reazioni tipiche classificate poi come “stress”: ovvero un tentativo di adattamento a un fattore di disturbo, volto a generare un nuovo equilibrio. È grazie al contributo degli esperimenti del medico austriaco Seyle che oggi riconosciamo lo stress come una vera e propria patologia.

Possiamo decisamente affermare che lo stress cresce con la società. Siamo sempre più esposti a situazioni stressanti e in particolar modo a lavori stressanti e a vite frenetiche, di conseguenza le nostre reazioni fisiologiche potrebbero essere maggiori e con esse anche il livello di stress.
Ricorda che è importante, durante l’arco della giornata, prendersi una pausa, respirare e rilassarsi. Chi attraversa intensi periodi sotto pressione potrebbe aver maggior bisogno di una “via di fuga” da situazioni di forte stress o pressione: una soluzione che potrebbe aiutare chi vive questa condizione è un massaggio rilassante che agisce su tutti i muscoli andando a rilassarli; il massaggio permette di raggiungere non solo un senso di maggior leggerezza a livello fisico ma anche al livello mentale.

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