“Se dovessimo rifiutare del tutto il mondo che ci circonda, allora la sola soluzione resterebbe l’isola romantica. Ma se invece vogliamo rimanere in questo mondo, allora le forme delle nostre creazioni assumeranno ancor di più il suo ritmo.” – Walter Gropius

Walter Adolph Gropius, detto Walter Gropius, nasce a Berlino nel 1883. Figura centrale del Movimento Moderno, sostenitore della teoria per cui l’architettura non può prescindere da aspetti sociali e psicologici, Gropius è allievo di Peter Behrens, presso cui lavora tra il 1908 e il 1910, dopo aver completato la formazione di architetto maturata a Monaco e Berlino.
Concluso l’apprendistato, inaugura nell’odierna capitale tedesca il proprio studio professionale che, fino al 1925, lo vede affiancato da Adolf Meyer, altro giovane architetto tedesco allievo di Behrens. La loro prima importante opera è l’officina per la produzione di stampi da scarpa denominata “Fagus” (1911), a Alfred, in Sassonia.
Insieme a questo primo progetto di architettura, in questo periodo Gropius si dedica alla progettazione di una motrice a benzolo per la fabbrica di vagoni ferroviari di Königsberg, dalla critica considerata assoluta trasposizione del principio secondo cui la forma in sé perfetta è raggiungibile solo attraverso un attento studio delle sue funzioni che l’oggetto disegnato deve soddisfare.
La carriera dell’architetto tedesco decolla dopo il 1919 (alla conclusione della Prima Guerra Mondiale): in quell’anno, da Gropius nasce il Bauhaus. Scopo della neonata scuola di design è la completa riforma del lavoro artistico, che identifica con il ritorno alle sue origini, rintracciate nel lavoro artigianale, inteso come diretta manipolazione dei materiali moderni, comuni a tutte le arti (scultura, pittura e artigianato).
Trasferitosi a Dessau, Gropius ha l’opportunità di realizzare ex-novo la sede della scuola (1925-1926). Epicentro di molti artisti d’avanguardia – tra cui Kandinskij, Itten, Feininger, van Doesburg, Klee e Schlemmer – in breve tempo il Bauhaus diviene una sorta di collettivo artistico, cui si devono straordinari progetti integrati di architettura e design.
Dopo la separazione da Meyer, Gropius lascia anche la direzione del Bauhaus (1928), con l’intento di riprendere in mano la propria attività professionale.
Si dedica intensamente allo studio dell’urbanistica e dell’abitazione moderna, costruendo numerosi quartieri a Berlino (1929), Dessau (1927) e Karlsruhe (1927-1929). Nel 1931 si aggiudica il progetto per il palazzo dei Soviet di Mosca e, contemporaneamente, disegna carrozzerie d’auto, mobili e allestimenti di mostre. Oppresso dal regime nazista, si trasferisce prima in Inghilterra (1934-1937) e poi negli Stati Uniti, dove la Harvard University gli assegna una cattedra alla Graduate School of Design. In Massachusetts, nel 1946, dà vita al TAC – The Architects Collaborative, un gruppo composto da giovani progettisti che lo affiancano nella costruzione di importanti opere, molte delle quali scuole: il Graduate Center della Harvard University (1950) è il frutto più maturo della collaborazione e vi si ritrovano tutti i principi d’integrazione tra le arti messi a punto con il Bauhaus.
La fase conclusiva dell’attività di Gropius – che scompare a Boston nel 1969 – vede la costruzione di molte opere, tra cui l’edificio per l’Interbau a Berlino (1956-1957); l’ambasciata americana ad Atene (1956); la nuova sede dell’università di Baghdad (1958); il quartiere a lui intitolato a Berlino, Gropiusstadt (1960), composto da sedicimila alloggi con relativi servizi (negozi, scuole, uffici, ecc.); il grattacielo della Pan American Airlines, appoggiato sopra la Grand Central Station a New York e firmato insieme a Pietro Belluschi (1958-1963).

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