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Carni plant based: il boom delle alternative alla carne

Nata in laboratorio, la carne a base di proteine vegetali, ma con gusto identico ai normali hamburger, conquista tutti e si fa largo sulle nostre tavole.

Gli alimenti proteici a base vegetale stanno vivendo un vero e proprio momento di gloria: dagli Stati Uniti alla Cina, con la chiusura di mattatoi e degli allevamenti di animali a causa dell’emergenza epidemiologica del Coronavirus, si è impennato il consumo di sostituti della carne.

La pandemia ha rimodellato il mercato americano dei sostituti di origine vegetale, con un aumento vertiginoso. Secondo i dati rilasciati dall’istituto di ricerca Nielsen, e ripresi sia dal Financial Times che da altre testate di livello internazionale, le vendite di analoghi della carne negli Stati Uniti sono aumentate fino a raggiungere un incremento del 265% (anno su anno).

Da tempo sdoganati, sono usciti dai negozi specializzati e un po' di nicchia per raggiungere gli scaffali di tutti i supermercati, spinti da una parte dalla crescente attenzione ad alimentazione e stili di vita sani, dall’altra dal timore che la pandemia possa essere legata anche al consumo di carne.

Ha lo stesso sapore, lo stesso odore, la stessa consistenza e rilascia liquido rosso quando la ordiniamo “al sangue”. Ma non è una bistecca, perché di carne non ne contiene nemmeno un grammo.

Prodotta e brevettata negli Stati Uniti, la “fake meat” a base di proteine vegetali si è rivelata un successo senza precedenti nella storia del mondo alimentare; tanto che uno dei marchi più famosi ed apprezzati, ha fatto registrare a Wall Street incrementi del 163% rispetto al prezzo di esordio di 25 dollari ad azione.

Tra i sostenitori di questo nuovo alimento, si contano magnati come Bill Gates e star di Hollywood come Leonardo DiCaprio, senza contare i venture capitalist della Silicon Valley e gli ex investitori di McDonald’s.

La nuova alternativa alla carne è venduta principalmente sotto forma di hamburger, composti da una base di proteine estratte dai piselli. A questa si aggiungono lieviti disidratati con glutammato monosodico naturale, che riproducono il tipico sapore della carne, olio di colza e olio di cocco, per dare la giusta consistenza e quella sensazione di “grasso” a cui il palato carnivoro è abituato. Per finire, succo di barbabietola che serve a replicare l’effetto “al sangue”.

Un vero e proprio business in continua crescita, tanto che molte catene di fast food hanno inserito nel loro menù un hamburger “alternativo” e hanno dichiarato che in futuro amplieranno l’offerta di alimenti derivati da proteine vegetali.

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