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Stefano Boeri

“È nelle città che si devono trovare le soluzioni per invertire i meccanismi che ci stanno portando all’autodistruzione: è compito dell’architettura creare gli spazi per la coesistenza delle diversità, biologiche e culturali, spazi che intensificano le relazioni, spazi che moltiplicano la vita” Stefano Boeri

Stefano Boeri nasce a Milano il 25 novembre 1956.

Figlio dell’architetta e designer Cini Boeri, nasce in un contesto intellettuale stimolante, che lo porta ad intraprendere gli studi di architettura al Politecnico di Milano, laureandosi nel 1980.

Proseguirà poi gli studi a Venezia, alla IUAV specializzandosi in urbanistica. Successivamente diventerà professore ordinario nella sua città, Milano, ma collaborerà con varie altre università europee durante la sua carriera accademica.

La sua esperienza l’ha portato, negli anni, a viaggiare e a insegnare in diversi atenei in tutto il mondo: da Cambridge all’università di Mosca, dall’ateneo di Rotterdam passando per Losanna. Dal 2018 ricopre anche la carica di Presidente della Fondazione La Triennale di Milano.

Nel 1993 fonda “Multiplicity” un’agenzia di ricerca che coinvolge artisti, fotografi, analisti e indaga le relazioni tra geopolitica e urbanistica.

Nel 1999 fonda Boeri Studio, insieme a Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra. Nel 2008 nasce la Stefano Boeri Architetti e nel 2013, con Yibo Xu, fonda lo studio Stefano Boeri Architetti China, con sede a Shanghai.

Tra i suoi progetti più noti sicuramente troviamo il “Bosco verticale” nel quartiere Isola a Milano: due grattacieli di 100 e 80 metri le cui facciate accolgono una biodiversità floristica di oltre 11.000 tra alberi, arbusti ed essenze vegetali.

Le torri, nuovo modello di densificazione in altezza del verde nella città, contribuiscono a un significativo risparmio energetico, rigenerano l'ambiente e la biodiversità urbana senza implicare un'espansione della città nel territorio.

Il Bosco Verticale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, incluso l'International Highrise Award 2014 sponsorizzato dal Museo di Architettura di Francoforte e il CTBUH nel 2015, come miglior grattacielo del mondo, sponsorizzato al Council on Tall Building and Urban Habitat e dall'istituto di tecnologia di Chicago.

Questo modello architettonico sembra essere una risposta assai importante e concreta ad una nuova architettura, in un’epoca in cui la sostenibilità è diventata centrale.

Attraverso quelli che Boeri stesso definisce “dispositivi architettonici” (proprio in riferimento alla loro funzionalità ambientale), si sta aprendo una vera e propria “espansione” di architetture verdi sempre più richieste dai paesi di tutto il mondo.

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